Foresteria Stampa
(testo e musica: Giulio Ciarmani)

Il residence per neoassunti dove abita temporaneamente un insospettabile ingegnere si rivela teatro di orribili operazioni sentimentali. L’argomentazione che conduce la “canzone” è una copertura favolistica al fatto che in pratica lui non ha sentimenti, in preda alla sua vertigine.

Guardo cose, provo incontri,
o cerco volti nomi date, provo a memorizzare
ma non riesco, e sentenzio
“non si riesce a ricordare ciò che non sa impressionare”
Poi mi hanno detto che un cervello
Neuroni ha in una quantità che non aumenta con l’età
cèrto i miei sono tutti pieni, tanto
me li hanno riempiti ormai ci siamo chiariti:

il posto non c’è per altre cose diverse
dalle cose che so già, e che non posso lasciar
avrei voluto essere un pò riscrivibile
siamo stati fatti così: l’idea non è stata mia

Meravìglie di collezioni
degli stemmi e figurine con i nomi dei campioni
Fino all’ anno ‘83
tutti i nomi dei compagni asilo, nido elementari
Enciclopedie, scaffali
di conchiglie, minerali, che a te sembran tutte uguali
certo non per me, che le ho nel cuore, come le
vie della mia città, nessuna esclusa
e ora scusa

Apposta per voi, dovrei scordarle così?
Ma_ho_unà sensibilità che me lo impedirà!
si il mondo è bello perché, è vario o pinto o com’è
care le mie novità PEPPÉ, fuori di qua

Una sera, un po’insonne,
ho contato sottovoce fino a diecimilanove
quanti numeri ho incontrato
conosciuto e giurato che mai avrei abbandonato

Perché osservi il 110?
come estrarlo dalla pila e prendere le sue veci
Che ti crolli tutto addosso questo formicaio rosso
Di ricordi ancora vivi:
numeri vendicativi

Adesso chi è? Ridimmi il nome, com’è?
Non lo ricordo..starò a corto di fosforo
T’ascolterò quanto vuoi, “che posso fare per lei?”
Tanto è scientifico che non hai bisogno di me

Benvenuta, miss Doppione
del mio primo grande amore e dell’acclusa emozione
già so come vai a finire
stai lontana miss dolore non ti voglio rincontrare
resta sennò qui in foresteria
pianerottolo di appoggio per le cose di passaggio e con
volti nomi date e vie, che più non
posso fare mie no… più non posso…andate vìa
che non c’è posto per te, o altre analoghe a te
Non siamo uguali: sorpresa! e ora non fare l’offesa
“restiamo amici (..dei mici?)”, “penserò a quel che dici”
credi scherzi? no no, davvero posto non ho
[rall.] “Non eri degna di te”: mettila come vuoi te
Vorrei spiegartelo che perpperepeppeppeppè,
È molto vero ciò che starai pensando di me:
“Questo è una merda!”.
E ok : allora il piscio sei te

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