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Boto PDF Stampa E-mail

boto

Max Boto Olivi nasce il 12 agosto 1982, a Roma. Dopo aver mangiato e basta per 15 anni, inizia a cantare nel coro del liceo, che gli offre questo soprannome che permane fino ad oggi. Poi conosce i Musici e Comici, compagnia attiva nei musicals, a cui si unisce nel 2001 nel coro, e con cui realizza vari concerti e soprattutto JCS. Poi inizia un periodo difficile in cui beve birra e magna, prende chili di lardo, ma capisce anche che gli piace cantare. Frequenta il seminario di Dino Scuderi sul musical.
Dopo aver cantato in varie formazioni per feste e matrimoni, nel 2008 fonda i Botos, insieme agli altri 3. Scrive testi, canta, vocalizza, ma soprattutto contribuisce alla diarrea nel bel mezzo delle prove.
Voce versatile, "voce microfonica perfetto per pubblicità" come è stato definito dalla stampa, nella vita è anche detto "il boto di cartone" in quanto fisicamente si configura come il più fragile del gruppo. E' sempre malato di qualcosa, o forse è una scusa per non portare ampli e pesi vari.

 
Dado PDF Stampa E-mail

davide

Nasco a Roma nel 1977, il 28 giugno, e condivido il dies natalis con personaggi del calibro di Marco Columbro, Jerry Calà, Pietro Mennea e Sabrina Ferilli. Ho cominciato a suonare all'età di 10 anni, folgorato dal flauto dolce in 5a elementare. Ma dopo qualche mese, intuite le limitate possibilità armonico-virtuosistiche del nobile strumento a fiato, decido di farmi regalare una chitarra. Dopo aver imparato i primi accordi e cominciato a copiare l'assolo di Patience dei Guns'n'Roses con estrema soddisfazione, come scelta logica conseguenziale prendo lezioni di pianoforte per un anno. Ma il fascino della sei corde è irresistibile, e l'anno successivo comincio quella scalata improba ad uno degli ottomila della terra, il diploma di chitarra classica al conservatorio. Conseguito questo pregiato quanto inutile titolo nel 2000, comincio la mia carriera di musicista. In realtà suonavo già da 6-7 anni in giro per i pub di Roma, ma prima ero un dilettante, invece da quel luglio del 2000 ero diventato un professionista. Non so se capite la differenza. Io no. Ho fatto un sacco di cose e suonato in un sacco di posti che sarebbe troppo lungo riportare qui, e poi non fregherebbe a nessuno. Per edonismo cito Piazza Navona con i Musici&Comici (compagnia di musical in cui sono cresciuto tanto sia come musicista ma soprattutto come ubriacone notturno), il festival Jazz di Ascona con le Boop Sisters, ed il carcere di Rebibbia con i Botos. Ho fatto molti arrangiamenti e trascrizioni, ma di quelli frega ancor meno visto che la gente non sanno neanche cosa siano. Mi ritengo(no) la mente armonico-censorea del gruppo, il controllo qualità, diciamo. Sono il responsabile dei cori polifonici dei Botos, impegno gravoso e noioso perchè agli altri 3 che cantono non importa nulla di fare i cori e mentre li insegno chiaccherano tra loro e si tirano le palline di gomma. Come chitarrista i miei modelli sono Django Reinhardt, David Gilmour, Jimmy Page, Brian May, Eric Johnson e Ghigo Renzulli. Grande appassionato di sport, sono tifosissimo della Lazio e di Novak Djokovic. Ho vinto tre trofei internazionali: uno è mia moglie Giada, e gli altri due sono le mie figlie Irene e Chiara.

 
Ivo PDF Stampa E-mail

ivo

Fin da piccolo negli anni '70 e '80 sono stato circondato dalla musica che ascoltava mio fratello maggiore, appassionato di chitarra, dal Rock dei Led Zeppelin al Prog dei Genesis alla Fusion di George Benson, il Pop di Michael Jackson, la Disco-Funk degli Earth Wind and Fire, al Country-Rock degli Eagles. Questa passione per la musica e' sempre rimasta una costante fin dai precoci e acerbi esperimenti giovanili e al primo approccio con la batteria, quasi casuale, intorno ai 16 anni. Tralasciando alcune lezioni di impostazione con Alex Barberis, ho sempre suonato da autodidatta, prendendo come riferimento alcuni dei batteristi piu' noti, in particolare Weckl, Colaiuta, Cobham, Chambers. Fin dalle prime band ho partecipato anche come back vocals e ho fatto parte di progetti corali di stampo gospel.
Dopo alcuni progetti di cover-band (rock, country, blues), un tributo ai Pink Floyd che ebbe un discreto successo e un progetto musicale originale di Chris Cappell, proposto negli stati uniti ma tragicamente interrotto, è seguito un lungo periodo di pausa musicale, interrotto brevemente per organizzare nel ruolo di Dj delle serate "Black-R&B" assieme a Carlo Medaglia (Dj Calimero).
Ho ripreso concretamente il discorso musicale nel 2004 prendendo parte all'allestimento di Jesus Christ Superstar con la compagnia romana dei Musici e Comici, come membro del coro in scena. Lo spettacolo, autoprodotto e riarrangiato musicalmente e teatralmente per l'occasione, proponeva un'orchestra completa di circa 30 elementi e 50 attori-cantanti.
Negli ultimi anni ho ripreso lo strumento, suonando in occasione di matrimoni ed eventi privati con repertorio commerciale o jazz, spesso in collaborazione con Davide Vaccari e Massimiliano Taverna, e cominciando lo studio della batteria sotto la guida di Massimo Rosari. Dopo aver partecipato ad una proposta di progetto musicale cantautoriale "L'imperfezione dell'equilibrio" di Simone Moscato, al momento sono impegnato col gruppo di musica originale dei Botos, assieme a Vaccari, Taverna, Max 'Boto' e Petretti e dal 2008 sono batterista della Dreaming Treebute Band (tributo alla Dave Matthews Band).

 
Max PDF Stampa E-mail

max

Nato 1979, mancino, robusto, pensa alla musica solo dal 1994, in cui decide di scendere in campo per il bene dell'Italia. E perché gli hanno detto che se suoni acchiappi. Lui non acchiappa, ma suona e impara. Prima tastiera, poi basso elettrico e CB. Ne compra molti, quasi sempre dei fustini del dixan, ciononostante suona nei M&C, in cui conosce grandi personalità, e in varie formazioni di cui un elenco sommario recita: PF, SM, MM, DV, IP, Leo jazz trio, 4friends, forum delle compagnie fallite del vicariato, mamapama, Boto’s, 16 corde, papos orchestra, M&C in tutte le salse e per 8 anni, salami, duo moscone, palazzo braschi, notte bianca 2005, trio moscone, mono moscone, trio biffi-mosco-taverna, iperzozzoni degli orifizi, e alla fine approda nei BOTOS, gruppo prima da matrimoni, poi da cresime, di recente da inaugurazioni di parcheggi, infine da cretinerie responsabili. Il resto sisa.
Attualmente lavora al primo musical sulla vita di Cesare Cadeo, frequenta un corso di ostetricia (pensando che serva a coltivare ostriche), cercando di coniugare il verbo cuocere al passato remoto.

 


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